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BOVINO - ASSOCIAZIONE P.A.T.A. - PROTESTA CONTRO INSEDIAMENTI EOLICI

Written by  admin Published in Eventi e Sagre Monday, 26 March 2018 07:37

 

COMUNICATO DEL PRESIDENTE DELL' ASSOCIAZIONE PATA  DI BOVINO IN MERITO AI PROGRAMMATI INSERIMENTI DI PALE EOLICHE SUL TERRITORIO BOVINESE:

BOVINO – Può sembrare ormai superata o tardiva la protesta dell’Associazione Pata, ma comunque va lanciata contro chi decide per tutti noi, in nome e per conto di una improbabile “pubblica utilità” quando invece appare come una operazione commerciale, con relativi profitti economici aziendali.  Ormai nessuno regala niente!

Stiamo parlando del progetto per la realizzazione di un Parco eolico da 33,6 MW dalla Società Renvico Italy srl, da piantare nel territorio di Bovino e sui confini di Orsara di Puglia.

La prima protesta autorevole dovrebbe venire dall’Unione dei Comuni Montani, in virtù della programmazione territoriale coerente ed omogenea, dichiarata nello statuto, come principio dell’unione stessa.  Ammirevole l’iniziativa della petizione promossa da Italia Nostra Troia, e ben vengano altre forme di protesta singole e associate, oltre a quelle già in atto.

Tanta indignazione, perché risulta soffocato il diritto della popolazione locale, al rispetto del proprio territorio.   Sono evidenti le contraddizioni e l’ipocrisia di chi dall’alto amministra il nostro bene pubblico, anzi di chi dovrebbe tutelare veramente la collettività. Oggi abbiamo riprova di una vaga democrazia (demos=popolo)  distratta ed utilizzata per imporre delle scelte, che producono uno stravolgimento di un territorio che abbiamo ereditato per tradizione e gestione, secondo vocazione agricola e produttiva, nel rispetto dell’ambiente (lo dimostra il fatto stesso che la scelta scellerata, è ricaduta su di un’area bella pulita senza ostacoli, accogliente….)

 

Non dimentichiamo il valore rilevante della Valle del torrente Cervaro SIC IT 9110032, quale corridoio ecologico nella gestione Rete Natura 2000, tanto che con delib.G.R. n.2195/2008 fu approvato lo “studio di fattibilità” per la realizzazione del corridoio. Peccato che si sia perso per strada ..…oggi tornava utile.

Sembra strano che a piccole imprese/aziende locali siano stati negati insediamenti ed opere, sol perchè potevano limitatamente “alterare i luoghi” e poi ci ritroviamo con l’imposizione di megaopere devastanti.  Se proprio ci sono “industriali del nord” interessati al nostro territorio e che vogliono investire quì da noi, possono manifestare la disponibilità a bonificare ex-Ala Fantini e riportare indietro seriamente, i veleni abusivamente stoccati a Giardinetto.  Possibilmente da restituire al mittente!

Poche le possibilità per contrastare l’imposizione del parco eolico.

- Da verificare se la proposta eolico risulta compatibile con il Regolamento regionale n.9/2015, per i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico.

-  Per quanto previsto dall’art.10 della legge n.353/2000, in materia di incendi agro-forestali, i soprassuoli percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella presidenteall’incendio, per almeno quindici anni. Salvo opere necessarie per la pubblica incolumità e di salvaguardia dell’ambiente(!) …le pale eoliche?.. E’ inoltre vietata per dieci anni, la realizzazione di strutture e infrastrutture per attività produttive, salvo autorizzazioni precedenti all’incendio dell’area  interessata.     Questo divieto viene ripreso dall’art.5 leg.reg. n.38/2016, sul contrasto agli incendi boschivi.

-E’ consigliabile che i Comuni interessati-coinvolti travolti dal parco eolico, provvedano alla compilazione del “catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco” secondo i dati e i rilievi effettuati dai Carabinieri Forestali. 

Come accennato, ci sono principi definizioni e finalità che sono state sancite da quello stesso Stato che oggi vuole imporci scelte non condivise, per favorire chi e con quale ricaduta di vera “pubblica utilità”? Praticamente quì si scavalca Regione e Comuni.

Fa riflettere amaramente, rileggere il “glossario” pubblicato sul BURP n.120/2007 (!)pag.1621, su alcune definizioni e principi adottati dalla Regione, impegnata in Agenda 21 quale processo condiviso dagli attori presenti sul territorio, per definire un piano di azione per lo sviluppo sostenibile.

Ne citiamo solo alcuni: Capacità di carico di un territorio o di un ecosistema; Concertazione; Contesti territoriali rurali; Partecipazione civica; Previsioni programmatiche; Rapporto ambientale; Valutazione ambientale strategica (VAS).

Quando, come e dove vanno applicati questi principi?

Il d.l. n.41/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio..” recita, art.131-La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime, quali manifestazioni identitarie percepibili;   art.132-Gli indirizzi e i criteri perseguono gli obiettivi della salvaguardia e della reintegrazione dei valori del paesaggio, anche nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.

Altre disposizioni correttive ed integrative, sono contenute nel d.l. n.4/2008 (art.3-bis) che stabilisce “..i principi generali in tema di tutela dell’ambiente, adottati in attuazione della Costituzione e nel rispetto del Trattato Unione Europea.”

 

Ci sarebbe ancora da richiamare leggi e regolamenti che negli anni hanno stabilito principi e finalità sulla tutela ambientale ed il rispetto della popolazione, ma forse proprio perché ne sono tante, a volte risultano  inapplicabili e contrastanti tra loro. Certo è che lo Stato, con queste leggi, ha sempre garantito la tutela ed il benessere del cittadino, come possibilità di partecipazione alla gestione del territorio……ma solo a chiacchiere?

                                                                                 Carmine Santoro

 

 

Last modified on Monday, 26 March 2018 07:57

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