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Luci , con tante ombre, su Bovino.

Published in News Saturday, 03 October 2020 17:43

     

         Potremmo parlare a lungo di come stanno andando le cose qui a Bovino e fare  una vera fotografia della realtà bovinese, di come si vive, di chi ci abita, dei giovani, dell’ occupazione, degli anziani, della scuola etc. etc. , aprendo così un dibattito sulle varie questioni per cercare soluzioni  che apportino benefici reali al paese e frenare  un degrado che è più che evidente in questi ultimi anni.   Non vogliamo farlo adesso perché ci è giunta una serie di riflessioni di un nostro concittadino  che merita di essere approfondita  e che può dare spunto e suggerimenti a chi ci amministra, avvalendosi di giovani costretti ad emigrare alla ricerca di un lavoro e che vogliono dare un supporto al paese  con le loro esperienze e professionalità :

 

                                                                                 Luci su Bovino

     di Michele Dota

    In nome del risparmio e dell’efficienza energetica, a Bovino, è stato perpetrato l’ennesimo stupro alla bellezza, all’atmosfera romantica e al fascino notturno del borgo antico. Tra la completa distrazione di molti cittadini e l’ indifferenza delle associazioni che a vario modo si occupano della promozione e della tutela del nostro patrimonio architettonico, l’attuale Amministrazione si arroga il diritto di compiere scelte discutibili senza sentire il dovere di interloquire con chicchessia.  E così nonostante il pregio del nostro centro storico, ed in barba ad ogni strumento di pianificazione, si spendono soldi solo per il gusto di sperperare (unica capacità di questa Amministrazione) senza alcun criterio né logico né progettuale.

E così se c’è chi lavora alacremente per dare visibilità e pregio al nostro borgo (è di pochi giorni fa la pubblicazione di un’importante articolo su Bovino comparso su Bell’Italia) c’è chi mina irrimediabilmente la sua immagine e la sua identità.

Non sono bastati, infatti, la barbara sistemazione di Via sotto le Mura e della sua illuminazione; la discutibile scelta dei corpi illuminanti della Villa Comunale ( troppo alti e che danno l’impressione di un “apparato del 29 in pianta stabile”); l’improvvida sostituzione delle vecchie lanterne di via Roma, per far riflettere sull’importanza che la luce dà all’atmosfera e al paesaggio urbano notturno. È stato necessario “abbattere” anche i lampioncini di ghisa in stile antico presenti in Piazza Duomo (stessa sorte subiranno i lampioncini di Piazza Guido Paglia),  per affermare il principio del “qui comando io e faccio come a me più piace”.

  Anche la recente “scivolata” sull’illuminazione di Corso Vittorio Emanuele, con bracci troppo corti e/o comunque pali inidonei, che hanno costretto ad una drastica potatura delle alberature presenti, non ha insegnato che “ ben illuminare non significa mettere punti luce alla  C…. di cane o sostituire lanterne e lampade con lampade a led.

Scelte scriteriate e insulse, sia per motivi estetici che tecnici. Esse evidenziano la totale mancanza di applicazione intellettiva nel cercare di coniugare la legittima necessità di una maggiore efficienza energetica con possibili soluzioni in grado di accrescere il fascino originario del borgo antico anche in chiave turistica.

Infatti dal punto di vista estetico e tecnico occorre considerare che:

  • La luce emessa dalle nuove lampade già installate in via Roma è luce bianca e fredda che, a causa della mancanza di vetri opachi nelle nuove lanterne quadrangolari, viene sparata in tutte le direzioni creando un fastidioso effetto abbagliante. Una luce innaturale che altera il chiaroscuro, i rilievi, i colori, le geometrie e le dimensioni degli stessi edifici, prima più facilmente leggibili, e che rende tutto più disarmonico;
  • Di notte  le nuove lanterne, a causa del mancato confinamento,  perdono la propria identità di elemento tecnico-architettonico che si armonizzi con le facciate degli edifici e dei monumenti. Di giorno, invece, appaiono come scheletri vuoti: povere, incomplete e scialbe;
  • Ben più importanti e preziose sia i vecchi bracci che le vecchie lanterne (a tronco di piramide esagonale) che, in virtù della presenza dei vetri possedevano una chiara identità architettonica  e restituivano una luce più morbida e delicata;
  • Ancor più preziosi le lanterne ed i candelieri in ghisa presenti in Piazza Duomo,  Piazza Guido Paglia, Piazza Marino Boffa (chissà che fine avranno fatto!);
  •  A tali elementi già perfettamente inseriti nel contesto urbanistico del centro storico, e senza sperpero di risorse, si sarebbero potuti adattare corpi illuminante a led, oppure e meglio lampadine ad induzione magnetica con attacco universale. Sul mercato sono infatti disponibili sia lampade a Led che hanno la stessa temperatura-colore delle tradizionali lampadine a luce  calda  bianca, gialla, e ambrata; sia lampade a induzione magnetica, già a basso consumo, che permettono di illuminare in modo più diffuso ed uniforme;
  • Studi recenti dimostrano che l’illuminazione a led pone problematiche di tipo fotobiologico  con potenziali rischi per la salute degli occhi;  problematiche che non si manifestano con le lampade ad induzione che risulterebbero anche meno impattanti ed ecologicamente più sostenibili.

 

Ciò detto, sorvolo sulla scelta di dedicare proprio a Via Roma e relative piazze tale trattamento,  anche se mi resta la curiosità dei due bracci apposti su via Guevara, ancorati al muro del Giardino pensile: occorreva forse richiedere il parere della Sovrintendenza?

Mi chiedo se con il finanziamento ottenuto di 50.000 Euro non si sarebbe potuta adeguare, ai criteri del risparmio energetico, l’illuminazione stradale delle zone periferiche di Via Moro o di qualche altra strada sostituendo i soli corpi illuminanti e/o le lampade ?  A parità di costi si sarebbe potuto ottenere un maggior numero di punti luce adeguati con un maggior e più efficiente risparmio energetico?

Ed ancora: che dire dell’illuminazione della strada per Deliceto sino all’altezza del “Carcere Nuovo” attualmente destinato all’ospitalità di cittadini stranieri con il progetto Sprar? 

Eppoi di nuovo:  cosa ne è dell’illuminazione che un tempo rendeva sì suggestive le murge ed il muro  del tratto finale di via Castello? La stessa Via Castello  e Corso Umberto I,  vi sembrano  ben illuminate?

Ecco che una buona progettazione per l’illuminazione del nostro centro urbano non può essere improvvisata. A maggior ragione se riguarda il centro storico.

Nei luoghi di pregio l’illuminazione deve concorrere a salvaguardare e valorizzarne  l’identità, deve facilitare la lettura unitaria delle visuali architettoniche e paesaggistiche importanti, delle piazze, dei monumenti.  Deve essere una illuminazione che non guardi esclusivamente agli aspetti funzionali e che non  faccia solo vedere;  ma che valorizzi il patrimonio a disposizione, che restituisca un’immagine notturna comunicativa, armonica. Una illuminazione in grado di instillare curiosità, di suggerire percorsi cromatici luminosi da esplorare, di regalare sensazioni ed emozioni.

Un’ illuminazione modulabile, sì funzionale, ma anche d’accento. In grado di illuminare le torri campanarie, i diversi monumenti, il Castello, gli archi, i loggiati, semmai con varianti cromatiche da utilizzare in diverse occasioni  (pensiamo ai monumenti ed ai palazzi delle grandi città che si vestono di colori diversi per le più varie celebrazioni).

Essa, come detto, non può essere improvvisata, ma deve essere necessariamente frutto di una progettazione partecipata, attenta, consapevole, responsabile, rispettosa della storia e della dignità dei luoghi.

Molti Comuni si sono così dotati del “Piano d’illuminazione comunale” che dovrebbe affrontare in modo sistemico la tematica dell’illuminazione notturna, di come cioè i luoghi appaiono di notte, considerando anche come essi appaiono di giorno.  Uno strumento programmatico e di indirizzo che dovrebbe connettersi intimamente con il piano del colore della città (altro strumento di orientamento pianificatorio e programmatico, che trova nel piano di recupero del centro storico i suoi prodromi fondanti benché inosservati) e comprendere anche il piano del colore notturno. Uno strumento di attuazione sistemico, coerente con il tessuto urbano, che detti indirizzi di disciplina anche per il privato;  che indichi tecnologie, modalità e tempi di realizzazione che non possono che essere pluriennali, in un'ottica generale di ottimizzazione degli interventi al fine di evitare realizzazioni frazionate ed episodiche con conseguenti sprechi di risorse pubbliche.

 

Tutto il contrario di quanto sa improvvisare la nostra Amministrazione comunale, che non è in grado di comprendere il potenziale di attrattività paesaggistica del suo tessuto urbano e che peggio costringe a ripartire sempre da zero…

Nulla di particolarmente difficile se pensiamo che Bovino è comunque un paese “Numinoso” e che i nostri numi tutelari (che forse non trovano riposo) da tempo ci avevano suggerito la strada da seguire per fare di Bovino un paese bello di giorno ma ancor più bello ed affascinante di notte.

Grandi Speranze.

            Foggia,  3 ottobre  2020                                                        Michele Dota

 

P.S.

Allego alla presente il documento  “Bovino il mio paese. Sarebbe più bello se …”                                           a firma dell’Avv. Gabriele Consiglio  e datato maggio 2006.

Redatto in forma di lettera aperta,  contiene, tra le tante altre cose, suggerimenti proprio sull’ illuminazione del centro storico, che meriterebbero una attenta rilettura.

 

P.P.S.

Non riuscendo ad esprimere con le parole quanto può esser fatto con l’illuminazione  linko da YouTube alcuni video esemplificativi che ne illustrano le mille possibilità.

 

Comacchio                 https://www.youtube.com/watch?v=HtnR8FEc8o0

 

Matera                        https://www.youtube.com/watch?v=TquAnAk2EJ8

 

Ragusa                        https://www.youtube.com/watch?v=cu4RfruJFpU

 

 

Ricomprendo anche la tecnica del Videomapping che potrebbe ispirare azioni innovative sul tema:

“Luci di Natale a Bovino“

 

Natale 2019  Lugano             https://www.youtube.com/watch?v=3VdnmFNDNJk

Natale 2019 a Lecco              https://www.youtube.com/watch?v=fqVkpqDxN-w

Natale a Montegemoli            https://www.youtube.com/watch?v=98_cLftGT0c

 

 

Sitografia  e risorse web

Sulla luce a led nei centri storici

Marisa Fumagalli - Da Modica a Piacenza: le luci a led che oltraggiano le bellezze italiane.

https://www.corriere.it/bello-italia/notizie/da-modica-piacenza-luci-led-che-oltraggiano-bellezze-italiane-b677a682-b788-11e9-8f09-1144c9db96f4.shtml

 

Giovanni Antonio Albertin - Un significativo progetto di illuminazione scenografica dinamica.

https://www.infobuild.it/progetti/un-significativo-progetto-di-illuminazione-scenografica-dinamica/

 

Bettini  Elena - Illuminazione dinamica: l’occasione per ridefinire il dialogo con i centri storici  (con tesi scaricabile)

https://www.infobuild.it/approfondimenti/illuminazione-dinamica-loccasione-per-ridefinire-il-dialogo-con-i-centri-storici/

 

 

Normativa Regione Puglia  (P.R.I.C.   Piano Regolatore Illuminazione Comunale)

Legge Regionale n.15 del 23/11/2005 “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico”.

https://www.indicenormativa.it/sites/default/files/L_15_23_11_2005.pdf

 

REGOLAMENTO REGIONALE 22 agosto 2006, n. 13“Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il rispar-mio energetico”.

http://www.beta.regione.puglia.it/documents/10192/5204730/N109_28_08_06.pdf/6ee58492-13e3-4ce5-8f66-229bbdd42710;jsessionid=5A4A2C0A394489378F5D4FFD7CF5A520

 

Last modified on Saturday, 03 October 2020 18:09

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