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I DIALOGHI DI GIUDA ISCARIOTA- di Gabriele Consiglio

I DIALOGHI DI GIUDA ISCARIOTA- di Gabriele Consiglio

  Un bel regalo di Pasqua da parte di Michele Dota: un libro che pochi conoscon ...

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AQP ha avviato l’erogazione del bonus sociale idrico

Written by Tuesday, 13 September 2022 18:47

                               

Il beneficio è diretto a ridurre la spesa sostenuta per la fornitura idrica dai nuclei familiari in condizioni di disagio .


Cosa fare per ricevere il bonus?

 Richiedi ogni anno all’INPS l’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU);
 

 Non è necessario inoltrare alcuna domanda o richiesta ad AQP, in quanto i dati dei beneficiari sono automaticamente trasmessi dall’INPS.

 

Come avviene l’erogazione del bonus?
 

 Se sei direttamente intestatario (Utente Diretto) di un contratto idrico domestico residente con Acquedotto Pugliese riceverai il bonus nelle prossime fatture di AQP in relazione al periodo di riferimento della fattura stessa.

 Se NON sei direttamente intestatario (Utente Indiretto) di un contratto idrico domestico residente con Acquedotto Pugliese (ad esempio vivi in un Condominio) riceverai una lettera all’indirizzo di residenza fornito nell’Isee e Dsu con l’indicazione di tempi e modalità per l’incasso in un’unica soluzione. Con la lettera ricevuta potrai recarti presso un qualsiasi ufficio postale di Poste Italiane, provvisto di carta di identità e codice fiscale, per incassare il bonifico domiciliato emesso da Acquedotto Pugliese a tuo favore.


 

Per avere diritto al bonus è necessario avere
almeno uno dei seguenti 
requisiti:

·     Avere ISEE non superiore a 8.265,00 euro;

·     Avere ISEE non superiore a 20.000,00 euro e con almeno 4 figli a carico; 

·     Beneficiare di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza

Si precisa che se sei un Utente Indiretto, uno dei componenti del nucleo familiare ISEE deve essere intestatario di un contratto di fornitura di energia elettrica per uso domestico che risulti attivo alla data dell’agevolazione del bonus idrico.

Con i medesimi requisiti e le medesime modalità sarà avviata successivamente, in base ai dati trasmessi dall’INPS, anche l’erogazione del bonus sociale idrico relativo all’annualità 2021.



Non è necessario rivolgersi al Contact Center AQP
in quanto la procedura per l’erogazione del bonus è automatica.


       Ora ci occupiamo di una  segnalazione che molte persone da mesi  continuano a farci sperando che qualcuno che ci legge intervenga presso le autorità preposte e faccia porre rimedio a questa segnaletica stradale che così com'è ridotta, dà una visione disordinata della nostra cittadina quasi in abbandono e non curata. Basta vedere lo stato dei due cartelloni di Bovino, uno dei borghi più belli d'Italia (  giù al Ponte all' innesto della strada provinciale SP121 e l' altro che sta a fianco del portale principale che immette su Piazza G. Paglia e Via Roma) a dare una cattiva immagine di chi decide di venire qui a Bovino.

    

 

Dice qui  il nostro "comunicatore" che spesso e volentieri c'invia i suoi comunicati: 

 

 

 

Due recenti encomiabili iniziative della Pro-loco, hanno focalizzato l’attenzione sia “sulla antica arte dello scalpellino fiorente a Bovino” che sul “Borgo degli 800 portali” orgoglio e vanto di Bovino. In merito va precisato che questi “portali” non è che stanno solo nel “centro storico dentro le mura” ma anche “fuori le mura” nel perimetro compreso fra Cso V.Emanuele, CsoUmberto I°,Via Cavour, Via Castello-Dante (Portali e stemmi di Bovino CRSEC FG/33 – 1993).

Epperò, non ne va bene una… guarda caso, proprio alle spalle della sede Proloco, possiamo ammirare come nuova attrazione turistica: “Il Malborgo dei cento segnali” in versione arte moderna-futuristica, unica nel suo genere, in tutto il circondario.

Il quartiere, compreso fra: Cso Garibaldi-Cso Umberto I-Via Cavour Via Dante (Castello) così come si presenta oggi, sembra non avere più la sua dignitosa collocazione nella storia urbana, social-economica e architettonica di Bovino. Una palese contraddizione dell’art.10 dello Statuto Comunale “assetto utilizzo del territorio”c.2-c.3. di cui nella Delib.Giunta n.175/2020 (!) non si fa menzione. Sul Comune, chi gestisce l’urbanistica post-moderna, ha dimenticato (distrazione!) che fra quei palazzi vi erano: umili abitazioni, sottani e cantine, stalle per il ricovero di animali, le taverne, gli artigiani, la vicina Aia pubblica (Largo Impisi) e la sovrastante dimora Ducale, tutti elementi tra loro connessi e collegati ad un periodo storico, che ha contribuito ad accrescere l’identità e le tradizioni di Bovino. Storia locale che trasuda da quei caseggiati e che abbiamo ereditato dalle famiglie, che hanno vissuto e lavorato in quel quartiere. E perché no: Lo quartiere del Duca.

                                                     

Non si può tacere sull’ impatto deturpante, che si riceve con l’avvenuta collocazione a strati della “segnaletica stradale” fra le case di: C.so Garibaldi-Via Dante (Via Castello) -Via Cavour -C.so Umberto I° dove è stata collocata la maggior e peggior segnaletica possibile ed immaginabile. Siamo così passati dal “Borgo degli ottocento portali di pietra” al “Quartiere dei cento segnali” per l’assurda presenza e per lo spreco di una segnaletica collocata in una zona tranquilla, dove non si sono mai avuti problemi di traffico. Una fantasia e frenesia, che non si riscontra nemmeno in una metropoli. La mente, che ha partorito questa assurda concentrazione di segnaletica stradale, avrà riflettuto almeno un pochino su di una semplice constatazione ed equazione, in rapporto al carico dei veicoli, in un quartiere decentrato dal traffico delle arterie principali?? Che siamo al GRA di Roma?

Sembra che tutto sia partito dalla Delibera di Giunta n.175 del 2020 (!) che si ricongiunge ai giorni nostri, con determina del IV Settore Comunale n.34 del 7.7.2022  “Completamento ed aggiornamento segnaletica stradale” sempre in virtù della sopravvissuta Delib. G.C. n.175. Perciò sono in arrivo altri segnali stradali, ma nella determina, non si precisa dove saranno collocati, così nessuno può obiettare o proporre alternative, con riferimento all’art.16 dello Statuto Comunale del 2002 sulla partecipazione-informazione dei cittadini.  Mentre  per i costi-benefici-necessità-funzionalità e futura manutenzione, sarebbe interessante il parere della Corte dei Conti. Eppure qualche Amministratore continua a ripetere: finanziamenti ricevuti e spese non a carico del Comune. Ma con questa logica, si può “svendere” la dignità dei cittadini ed abusare delle mura di case private, per scelta scriteriata di pochi e con spreco di danaro pubblico? Il c.9 dell’art.10 Statuto comunale per:la circolazione e la segnaletica inerenti alla viabilità comunale, attribuisce al Comune, cioè a tutta la struttura tecnica-contabile-amministrativa e politica, non alla sola Giunta a tre, la responsabilità di tali interventi. Possibile che nessun ufficio o settore del Comune, abbia obiettato qualcosa, per diretta  responsabilità e a norma di Statuto?? Chi doveva o poteva controllare?  Basta vedere le foto: su di un tratto di strada, di circa 65 metri, si contano ben 11 segnali, fra cui quelli collocati sotto il muro di cinta dei Giardini Pensili Ducali-FAI inaugurati il 14 luglio; una stradina laterale con 8 segnali e con lo sfondo del muro del Castello; le altre stradine laterali non godono di miglior sorte; un portale vandalizzato da 3 segnali ad angolo…indecente visuale architettonica da offrire al turista, come Borgo più bello!

Alla prova dei fatti, con questo quartiere sovraccarico di segnali, sembra proprio che i Borghi più belli d’Italia – Bandiera arancione TCI – FAI-Archeoclub d’Italia, vengono utilizzati solo come pubblicità di riferimento, perché ci si dimentica di un piano investimenti che ricomprende il recupero urbano dei Centri Storici: restauro facciate degli edifici, restauro del patrimonio storico, artistico e architettonico finalizzato ad un uso produttivo dello stesso.

                                                              

 

Il quartiere in questione, può essere opportunamente rivalutato, e se in parte conservato, può produrre spunti di turismo a piedi, perché attraverso la quiete delle stradine si arriva sotto le mura dei Giardini del Castello, per cui abbellire con qualche decoro-arredo urbano il percorso. Quando un’attrazione turistica manca, la si può sempre integrare o reinventare. Ma poi per farlo, ci vuole: impegno, fantasia, uno studio-ricerca, qualche incontro-confronto per chiedere la collaborazione delle associazione o di cittadini qualificati ..troppo fastidio!! 

Basta la solita offerta turistica da video spot: Castello-Cattedrale-Museo, gestita dalla Giunta a tre!

 

  

 

 

CONSIGLIO COMUNALE DEL 25.07.2022 (Svolgimento)

 

                Si è svolto il Consiglio Comunale di Bovino il 25.07.2022 per la discussione di tre argomenti all’ ordine del giorno. La maggioranza  era al completo e l’ opposizione  è stata rappresentata dai consiglieri Alfano e Dota (assenti Saccinto e Fiorenti).

L’ ordine del giorno è stato il seguente:

Dopo l’appello fatto dalla Segretaria Dott.ssa A. De Carlo, si è proceduto da parte del Sindaco  alla lettura del 1° punto dell’ O.d.G.  e subito dopo c’è stata la relazione della Vice-Sindaco Nicastro C. che ha spiegato il contenuto della proposta di delibera  n.20 del 6.07.2022. Al termine della relazione si è aperta la discussione tra i presenti.

Ha chiesto di intervenire il Consigliere di opposizione Alfano Pasquale  che avutane facoltà d’ intervento riferisce ai presenti le motivazioni per le quali il gruppo di opposizione Alternativa per Bovino non voterà a favore dell’ approvazione di questo argomento in discussione per queste motivazioni:

PERPLESSITÀ DEL CONSIGLIERE ALFANO PASQUALE DI "ALTENATIVA PER BOVINO" IN MERITO AL PUNTO 1 ODG DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 25/07/2022.

 

1. Bilancio e programmazione 2022/2024 - Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e assestamento del bilancio di previsione in ragione dell'andamento dell'esercizio finanziario e assestamento generale di bilancio 2022/20224 - (art. 175 e 193 T.U.E.L.).

·        PRIMA PERPLESSITÀ: La proposta di deliberazione del Consiglio Comunale è datata 06/07/2022 e non se ne conoscono i motivi per i quali venga portata in Consiglio soltanto oggi, giorno 25/07/2022.

·        SECONDA PERPLESSITÀ: In premessa affermate che il bilancio è stato approvato in data 31/05/2022 - giorno in cui io non sono potuto essere presente perchè non informato del Consiglio Comunale - e ad un mese di distanza presentate ben 15 pagine di variazioni, vedi ALLEGATO A, da voi consegnatomi. Tali pagine di variazione (ALLEGATO A) cosa mi fanno balenare alla mente? Che il bilancio di previsione approvato in data 31/05/2022 in fretta e furia non era affatto veritiero, dato che mi avete presentato 15 pagine con decine e decine di variazioni. Non soltanto questo, mi presentate anche una situazione di squilibrio di bilancio che ammonta a 75350,40 euro - vedi ALLEGATO B - relativi alla parte corrente anno 2022, che io naturalmente non posso approvare.

 

 

 

Sembra che quanto sia accaduto pochi mesi fa in questo Comune non abbia insegnato niente a questa maggioranza, che continua a non informare la popolazione sull'andamento giuridico di quel grande ammanco di risorse che gravemente pesa e peserà nei prossimi anni su tutta la cittadinanza bovinese. Sono venuto a sapere che il Tribunale civile di Foggia ha emesso sentenza di colpevolezza nei riguardi del dipendente Omissis, condannandolo a pagare il maltolto in quota 1400000 euro e al pagamento delle spese processuali; quindi ora mi chiedo in che modo abbia intenzione di agire questa maggioranza nei riguardi del dipendente Omissis: licenziandolo o continuando imperterriti a pagargli lo stipendio? Rispetto qualsiasi opinione, ma credo che sia arrivato il momento che voi siate chiari. Io personalmente lo avrei da moltissimo tempo accompagnato alla porta, senza stipendio alcuno, facendo risparmiare sia la popolazione che le casse del Comune;  posso garantirvi che non mi arrenderò, impegnandomi con forza affinchè il dipendente Omissis venga licenziato.

Al termine di questo intervento si scatena una reazione  del Sindaco e qualche altro componente della maggioranza , i quali invitano tutti i consiglieri presenti ad  approvare la  Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e assestamento di bilancio di previsione così come relazionato dalla Vice-sindaco, invitando, nel contempo a non discutere su altri argomenti e vicende che non riguardano strettamente l accapo in discussione dell Ordine del Giorno.

            Si passa, quindi, alla lettura del secondo argomento in discussione, riguardante la Concessione in comodato duso gratuito allASL Provinciale di Foggia di un immobile di proprietà del Comune di Bovino da destinarsi a Struttura Sanitaria per l erogazione dei servizi sanitari territoriali ai sensi della DGR 688/2022 e DGR 763/2022.

Il Consigliere di Alternativa per Bovino, Alfano Pasquale, chiede di voler fare una proposta all Intero Consiglio, prima della discussione dell argomento, ma tale richiesta viene negata in quanto bisogna prima sentire la proposta  di deliberazione numero 22 del 19-07-2022 e dopo aprire la discussione. Così vien letto l Ordine del Giorno, punto 2,  vien data la parola al relatore di maggioranza  Biscari Matteo, il quale espone le motivazioni per le quali questo argomento viene proposto per l approvazione.  Al termine della relazione si apre il dibattito e chiede d intervenire il Consigliere di Alternativa per Bovino Alfano Pasquale :

Perplessità del Consigliere Alfano Pasquale di Alternativa per Bovino in merito al punto 2 ODG del Consiglio Comunale del 25/07/2022.

 

Oggi siamo chiamati a decidere circa l’assegnazione in comodato gratuito dell’immobile di proprietà del Comune di Bovino alla ASL Provinciale di Foggia, immobile sito in Via delle Casette Asismiche, meglio identificato con “l’ex Ospedale Sant’Antonio”. Immobile da destinarsi a struttura sanitaria per l’erogazione di servizi socio sanitari territoriali non meglio precisati.

 

Faccio in proposito notare a questa assemblea che tra la ASL provinciale ed il Comune di Bovino già intercorre un accordo per l’utilizzo di locali ad uso della stessa  ASL, ovvero dei locali ex “mercato coperto”, di fatto acquisiti in proprietà a suo tempo dalla ASL, con trattamento di favore, al fine di garantire i migliori servizi sanitari ai cittadini di Bovino.

 

Da informazioni assunte risulta che l’erogazione dei servizi presso tale “Poliambulatorio” in questi ultimi anni è notevolmente diminuita e molte erogazioni specialistiche sono state persino soppresse.

In particolare le prestazioni sanitarie specialistiche ridotte  risultano:

·        Cardiologia (prima fruibile per 2 gg/sett  ed ora ridotta a 2 ore/sett);

·        Otorino (da 2 volte a settimana ed oggi non più erogata);

·        Endocrinologia (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Medicina Generale (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Urologia (da 1 volta a sett.  ed oggi 1 volta al mese);

·        Ortopedia  (da 2 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Oculistica  (da 2 volta a sett.  ed oggi 1 volta a sett.);

·        Chirurgia   (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Allergologia  (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Medicina dello Sport  (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Ginecologia  (da 2 volta a sett.  ed oggi 1 gg /sett.);

·        Nefrologia  (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Fisiatria   (da 2 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Diabetologia (da 1 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Endocrinologia  (da 2 volta a sett.  ed oggi soppressa);

·        Servizio prelievi  (da tutti i gg  ed oggi 2 volte /sett.);

·        Palestra “riabilitativa”  (mai fruibile anche se con attrezzature un tempo presenti e inutilizzate)

·        Ecografo  (mai reso disponibile in struttura se pur assegnato a Bovino);

·        Distribuzione protesi ed ausili  (servizio non più erogato);

 

Tutto questo sta a significare quanta poca considerazione nutre nei nostri confronti l’ASL provinciale nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, nonostante ci sia stata, nel momento dell’acquisizione dei locali (ex mercato coperto) l’impegno da parte della ASL di erogare e mantenere nel tempo i sopracitati servizi. In special modo la ASL si impegnava anche a costituire un “Centro per le disabilità motorie” garantendo maggiori servizi, maggiori unità lavorative,  più assistenza alla popolazione bovinese.

 

Tutto ciò illustrato ed alla luce dei numerosi locali già disponibili nella struttura Poliambulatoriale esistente,  ci si chiede:

1)     Come mai concedere altri locali se la citata struttura era in grado di erogare cotanti servizi ormai di fatto abrogati?

2)     Quali elementi strutturali e di logistica rendono necessario l’utilizzo di una nuova struttura?

3)     Perché concedere in locazione gratuita i locali “Ex ospedale Sant’Antonio” per la durata di 99 anni (sottraendoli per ben un secolo alla fruizione dei cittadini per altri scopi sociali);

4)     Come mai non è stata indetta una conferenza dei Capigruppo per portare a conoscenza della minoranza di questo intento e accogliere possibili suggerimenti e/o valutazioni?

5)     In cosa differiscono i nuovi servizi sanitari rispetto a tutto ciò che è stato soppresso?

 

Ed ancora più esplicitamente chi ha interesse in questa operazione che con ogni probabilità e del tutto illogica, irrazionale ed economicamente svantaggiosa?

Che fine farà l’area giochi per i bambini?  Quali accessi sono previsti per eventuali mezzi di soccorso? È possibile una tale trasformazione d’uso per un edificio di valore storico già normativamente vincolato?

 

In conclusione si ritiene che il secondo punto all’OdG venga stralciato e discusso in altra data al fine di dare voce anche alle minoranze.

Un tale intervento su di un bene che per storia tradizione e consuetudine appartiene a tutti i bovinesi richiederebbe infatti di informare (se non di coinvolgere)  non solo le minoranze ma anche la cittadinanza tutta.

 

La richiesta del consigliere Alfano  di discutere in altra data questo argomento non viene presa in considerazione e dopo un breve battibecco tra maggioranza e opposizione anche su chi abbia consigliato all’ Asl di richiedere proprio questi locali, l’ opposizione abbandona l’ aula consiliare come protesta avverso l’ agire di questa maggioranza che, prima ancora dell’ approvazione di questo argomento, senza un confronto con le parti presenti e rappresentanti una buona parte della popolazione bovinese, ha disposto lo sfratto della biblioteca comunale e non solo!!.

 

Il prosieguo del Consiglio Comunale non lo si conosce e si resta in attesa della pubblicazione degli atti per gli aggiornamenti di questa pagina.

 

 

 

 

 Per chi non ancora se ne era accorto, è da un bel poco  iniziata la propaganda elettorale degli amministratori in carica al fine di allontanare i cattivi pensieri dei cittadini dalla vergognosa sparizione dei fondi dalle casse comuni ed il commiserevole prosieguo per il mancato licenziamento del malfattore. Così va molto meglio accelerare la conclusione di alcuni progetti e tagliare i nastri d’inaugurazione che dimostrino quanto si è stati capaci di portare a termine, preoccupandosi di avere in tasca sin dal mattino la fascia tricolore perché, non si sa mai, in strada può capitare un qualcosa di particolare per cui bisogna essere pronti ad apparire fasciati.

Questa è l’ interpretazione che diamo alla lettera inviataci ieri pomeriggio, che inquadra abbastanza bene la situazione attuale del nostro Comune riguardo al rapporto dell’ amministrazione, la cittadinanza e le Associazioni locali:

Recenti notizie di stampa, ci fanno capire come alcuni Comuni limitrofi, stanno promuovendo azioni di rilancio turistico-economico a favore del proprio territorio (sostenibilità e resilienza). Come ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “questi finanziamenti del PNRR per la Puglia, sono rilevanti non solo per dimensione, ma soprattutto per la qualità degli interventi previsti per la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio culturale regionale”.  Certamente anche la Città di Bovino, rientra fra questi finanziamenti.

Per la vicina Accadia, risulta assegnati circa 20 milioni per un progetto pilota di rigenerazione del “Rione Fossi”.  Da notare che su Accadia, operano diverse realtà socio-culturali ed altre forme di consultazione e di collaborazione fra Associazioni e Comune ….. prassi che invece manca a Bovino (ma….con una Giunta Comunale a 3 pistoni).

Per il territorio di Pietramontecorvino, è prevista l’apertura del Parco Avventura Pila di Sant’Onofrio, pronto ad accogliere i turisti dopo che il Consiglio comunale, ha deliberato di affidarne la gestione a tre giovani cittadini di Pietra. Certamente nella realtà di attuazione, non saranno tutte rose e fiori……però se mai si inizia, mai si fa esperienza!  

Questo accade a Pietramontecorvino, mentre a Bovino non abbiamo un “Parco” ma più modestamente i Giardini nel rione Portella (riqualificazione urbana e periferia) ..belli a vedersi ma un po’ fuori mano. E se vogliamo dirla tutta, quell’angolo di periferia era coltivato all’uso del terrazzamento tradizionale , e forse, si poteva recuperare traccia di un prezioso esempio di civiltà contadina, ricavandone un piccolo orto botanico didattico, con piante ed essenze selvatiche e frutti in via di estinzione, anche in coerenza con il Museo civiltà contadina….ma noi ormai abbiamo il Museo delle armi!!

Eppoi abbiamo i Giardini Ducali, manco finiti di restaurare e recuperare, la cui cerimonia d’inaugurazione si è svolta (distrattamente!!) invadendo ed occupando un’aiuola da poco ripulita e sistemata, con relativo calpestio del soprassuolo, per soddisfare il cerimoniale dei soliti discorsetti melensi appioppati alle Autorità presenti.  Le numerose foto ricordo, hanno così  immortalato l’esempio del rispetto per il verde e per le aiuole “storico-architettoniche”.  Meno male che erano tutte presenze qualificate: Direttore Soprintendenza, Presidente FAI, Assessore Ambiente, Delegato Politiche Culturali…..mica capita tutti i giorni averli sullo stesso prato verde!  Uffa…non stiamo lì sempre a criticare! Forse hanno voluto inviare un messaggio, dal “recupero” storico della canzone di G.Morandi del 1967, sul filo delle parole ”C’è un grande prato verde…” Con un po’ di accortezza,  sarebbe stato opportuno svolgere la cerimonia del bla..bla, nell’ampio cortile del Castello e poi, con quattro passi a piedi, si andava tutti a visitare il Giardino recuperato e rinnovato.

Scrisse C.Pavese “Un paese ci vuole…” per Bovino possiamo dire: Una inaugurazione ci vuole! Altrimenti a qualc..unno viene a mancare la paranza delle foto, strette di mano e falsi sorrisi, passerella di politici, amici e meno amici, rivali e contestatori, supporter, assistenti e dirigenti, comparse e non-invitati, collaboratori e volontari.

A proposito di “interventi di recupero-riqualificazione” riprendiamo un passaggio contenuto nella Delib. Cons.Comunale n.36/2020-Recovery fund Borghi più belli, circa quella  “..enorme area cementificata e vuota, ormai conosciuta come il parcheggio della Portella. Una spianata di cemento, dove non è stato piantato un albero, dove non si è pensato ad una destinazione che l’avrebbe resa più funzionale..”  Cosicchè, scatta qualche riflessione, nel rileggere l’Ordinanza IV Settore n.20 del 18.8.2021, a proposito degli eventi e manifestazioni per l’Agosto Bovinese 2021, da svolgersi nell’area del piazzale del “Rione la Portella” che recita: “..i soggetti incaricati dell’organizzazione degli stessi dovranno garantire il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza nei luoghi all’uopo destinati nonché della normativa attualmente vigente inerente l’emergenza epidemiologica da COVID-19, sollevando il Comune di Bovino da qualsiasi responsabilità per ogni eventuale rischio,danno o incidente dovesse insorgere nei luoghi destinati agli intrattenimenti”. Una bella trovata, dal momento che il Comune capisce che quell’area non è idonea per manifestazioni e spettacoli e “scarica” tutte le responsabilità sull’organizzazione. Non ci vuol molto a verificare come il piazzale sia rischiosamente poco funzionale: - per alcune pendenze ed ondulazioni critiche del piano sterrato - in più punti sconnesso e con inciampi per pedoni e passeggini - poco rispondente al minimo degli standard di sicurezza, per mancanza di un sistema antincendio e di illuminazione smart, -per mancanza di luci intorno al palco e per il pubblico che si muove lateralmente -per mancanza di servizi igienici -per mancanza di box e quadri elettrici a norma per la distribuzione di energia elettrica. Forse ci sono altre criticità, che solo l’Ufficio comunale competente e qualche professionista esperto potrebbero rilevare.    

Nella stessa Delib. C.C. n.36/2020, con l’illustrazione del Sindaco, si pongono in risalto e si lodano i vantaggi che derivano dall’iscrizione all’Associazione dei Borghi.  Da sostenere l’azione di questa Associazione in previsione di un grande piano di rilancio, rivitalizzazione e di tutela, recupero e valorizzazione del patrimonio storico,artistico e architettonico.  Per dirla tutta, quel vascone di cemento in posizione San Procopio-Portella, conosciuto come parcheggio e luogo destinato agli intrattenimenti, non risponde a nessun criterio di qualità urbanistica ed architettonica a cui invece fa riferimento l’Associazione de “I Borghi Più Belli d’Italia” che prevede fra i criteri di ammissione: “qualità urbanistica e architettonica; manifestare, attraverso fatti concreti, la politica di valorizzazione, sviluppo, promozione e animazione del proprio patrimonio”.   Dall’adesione del Comune all’Associazione dei Borghi, derivano relativi doveri ed impegni da parte degli Amministratori, a cominciare dall’art.13 dello Statuto comunale.  Le Delibere, le Determine, le Ordinanze, i Provvedimenti e lo Statuto del Comune costituiscono atti ed impegni ufficiali, dichiarazioni di responsabilità sottoscritte e/o votate dagli Amministratori, che se sbagliano dovrebbero “pagare” in prima persona.  Ma ci sono ben altre cose più importanti da fare!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bel regalo di Pasqua da parte di Michele Dota: un libro che pochi conoscono e che Michele ci ha inviato con questa lettera:

"Chi dite che io sia?" E' questa la domanda con cui si apre il prologo de "I dialoghi di Giuda Iscariota". Trasposizione teatrale del libro "Chi di noi? Arringa in difesa di Giuda", vengono pubblicati nel 1984. Uno dei libri più rari di Gabriele Consiglio, perché venne stampato in tiratura limitata, essendo il testo finalizzato sostanzialmente alla rappresentazione teatrale.

 

Per questa Pasqua 2022  ne faccio omaggio inviandovi   la riedizione digitale curata da Geppe Inserra  e pubblicata  sul suo blog di Lettere Meridiane  nell'Aprile  2015.

 

Chi dite che io sia? Una domanda che anche noi dovremmo umilmente porre agli altri per recuperare le diverse tessere della nostra identità.

Infatti chi di noi non ha mai fatto cose indegne delle quali poi si è subito vergognato? Chi di noi non ha mai fatto del male a qualcuno?  Chi di noi non ha mai tradito qualcuno?  

 

Buona Pasqua

Michele Dota

 

            Per leggere e scaricare il libro:

TAGLIATO REDDITO DI CITTADINANZA A DISABILI

Wednesday, 09 February 2022 07:12

TAGLIATO REDDITO DI CITTADINANZA A DISABILI. GOVERNO E PARLAMENTO INTERVENGANO SUBITOGOVERNO E PARLAMENTO INTERVENGANO SUBITO

Da gennaio le persone disabili si sono viste decurtare o tagliare completamente il reddito di cittadinanza a seguito dell’aumento delle pensioni di invalidità.

Una sentenza della Corte Costituzionale (n.152, 2020) ha aumentato di poco le bassissime pensioni di invalidità da 291 euro al mese fino a un massimo di 368 euro e non per tutti.

Per una scelta politica sbagliata si conteggiano le pensioni di invalidità nel cumulo dei redditi familiari come denunciato da tempo giustamente dalla FISH. La conseguenza è che l’INPS colpisce chi più ha bisogno di sostegno.

Chiediamo che parlamento e governo intervengano immediatamente per porre rimedio a questa palese ingiustizia.

Abbiamo concordato con le deputate Suriano. Sarli, Benedetti e Ehm e le senatrici Nugnes e La Mura la presentazione di interrogazioni al governo.

Quanto sta accadendo è intollerabile. 

 

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Nicolò Martinelli, responsabile politiche sociali del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

La video-intervista di Lucia Valcepina al regista che ha firmato “Temper tantrum”, uno dei quattro episodi del film dedicato all’ossessione per la propria immagine

Tornano le video-interviste dal bosco realizzate per La Provincia da Lucia Valcepina. Oggi Lucia dialoga con Francesco Colangelo, il regista di “Temper tantrum”, uno dei quattro episodi che compongono la pellicola di produzione internazionale “Selfie mania”, dedicata all’ossessione per la propria immagine. Nel suo episodio, Colangelo mette in scena la rivalità feroce tra due donne giunte al vertice della loro attività. Nel cast, Caterina Murino, Ieva Andrejevaite e Alex Sparrow

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BOVINO COL C.O.C. di BERTOLANTE(?)

Written by Tuesday, 09 March 2021 11:28

BOVINO COL C.O.C.  di BERTOLANTE(?)

E’ in atto una frattura d’ intenti tra l’ Amministrazione Comunale e l’ Associazione di Volontariato principale di Bovino sui recenti interventi  per quel poco di neve che ha interessato il piccolo paese nei giorni di metà febbraio?. Pare proprio di sì perché si sente parlare  di protagonismo, di convenzioni in scadenza, di modalità d'uso  di mezzi  etc.etc.  La cosa ci dispiace perché in precedenti Amministrazioni i rapporti con le organizzazioni di volontariato sono stati ottimi, con eccellenti risultati in uno spirito di collaborazione e solidarietà veramente ammirevoli anche perché regolati da convenzioni appropriate, rispettate, senza sovrapposizioni di ruoli e con una programmazione condivisa con tutte le Associazioni, le forze di pronto intervento e la popolazione stessa.

L’ interrogativo di questa “frattura” appena accennata viene avvalorato da un commento pervenutoci ai vari "comunicati" emessi dal Comune,  che di seguito rendiamo pubblico al solo fine di capire come stanno andando le cose, visto che per rispondere ad alcune domande e per integrare qualche omissis ci vorrebbe qualcuno che ben conosca la realtà dall’ interno delle Associazioni di Volontariato e del C.O.C. stesso: 

 

Un vecchio detto contadino, recita: “Sotto la neve pane” adattandolo al caso nostro, potremmo dire: “Sotto la neve..confusione”.  Dopo il 13 e 14 febbraio,  affiorano i difetti di interventi improvvisati e poco risolutivi (…omissis) per contrastare i disagi causati dalla neve/ghiaccio. Però in compenso non sono mancate le video-interviste di un esperto rappresentante comunale che, lampeggianti e sirena (come campane a festa!) ha rilasciato rassicuranti dichiarazioni del tipo: ”sta tutto sotto controllo”. Ma purtroppo non ci risulta che il Comune abbia adottato in anticipo un programma antineve, pur sapendo per tempo che avremmo avuto solo due giorni di maltempo con “criticità da moderata ad ordinaria” come segnato nei bollettini n. 044 e 045 della Protezione Civile Regionale…..si badi bene, indicazioni riportate tramite bollettini e non “avvisi di criticità”…la differenza c’è…e qualche esperto/dirigente comunale lo dovrebbe sapere.

In quanto ad una bozza di previsione, la famosa “Protezione civile comunale” non ha pubblicizzato alcuna iniziativa di carattere preventivo, come non abbiamo un resoconto finale doponeve del Servizio P.C. comunale competente. Ma che volete, quel che c’è da sapere viene pubblicizzato su “Città di Bovino - Eventi e Comunicazioni” e/o con avvisi comunali, a cui aggiungere un po’ di video-interviste con comparse e recita da teatrino. Tutte armi a doppio taglio, perché i toni trionfalistici del Bertolante, e le dichiarazioni pubbliche registrate,…non sempre corrispondono alla realtà dei fatti. Ancora una volta il Piano comunale emergenza neve, tanto voluto dal Bertolante nel 2018, è rimasto a dormire in qualche cassetto…..sarebbe bastato consultare solo la pag.18 e farne adeguata pubblicità- informazione e avvisi.

Certamente le “Alte sfere” diranno che la prevenzione è stata presa in considerazione.  Non a caso, il Comune in base al bollettino meteo protezione civile regionale n.43, ha  provveduto il giorno 12 con ordinanza n. 3 alla chiusura delle scuole, a riprova che qualcosa si può organizzare con anticipo, quando ci sono responsabilità dirette…per mettersi al sicuro.

Unico provvedimento del Servizio Comunale, comunque tardivo, risulta emanato il 13 feb. prot.1530 per l’attivazione del Centro Operativo Comunale, per  un  “evento emergenziale connesso a previste nevicate”  ma una simile affermazione, sembra in contrasto con la dichiarata “Criticità moderata-ordinaria” dei bollettini meteo regionali n. 44 e 45.    Non è solo una svista, perché nel comunicato su “Città di Bovino-Eventi e Comunicazioni” del 13 feb ore 21:34 si legge chiaramente che il bollettino Protezione Civile regionale, ..”segnala ancora allerta arancione per neve e per la giornata di domani”, ma per completezza e per non allarmare andava aggiunto “con livello criticità moderato e con attenuazione in serata”.  Quì siamo al solito bivio, fra informazione corretta ed interpretazione del momento, per cui anche l’imperfezione si trasforma in assoluzione.  Ma si vede che il COC stava impegnato in altro tipo di comunicazione con la popolazione (https://www.youtube.com/watch?v=9PFN32Ua3Ro)

 

 per la serie: va tutto bene abbiamo la situazione sotto controllo, vi risolviamo tutto con il C.O.C.

 

 

 

A proposito... (Omissis…..) …sembra entrato in funzione un mini-Coc  al piano terra dell’ex-Comune ristrutturato, anche se sono attività ed interventi specifici della ASL. Però l’occasione è ghiotta per collocare, come un segnaposto, una “presenza” in uniforme simil-vigile urbano, che da privato “volontario comunale” senza una preparazione e professionalità, viene a conoscenza direttamente o indirettamente dei dati privati e sensibili di molti cittadini (malattie e patologie).

...(Omissis…..) il Servizio Protezione Civile del III Settore sta perdendo una preziosa occasione per attuare qualcosa di realmente utile in materia di vera Protezione Civile. Già dalla primavera del 2020 in emergenza Covid, si potevano promuove iniziative volte ad accrescere la resilienza della comunità, con la partecipazione dei cittadini alle attività di protezione civile e mediante la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile, allo scopo di favorire l'adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini, tutto come previsto dal Codice di protezione civile del 2018!.

 

Cultura e informazione, senza eccessivi sforzi ed a basso costovisto che la Città di Bovino dispone di un apparato COC impressionante ed è prodiga di: comunicazioni, bollettini, spot, annunci, video, interviste, ecc..

 

 

 

 

 

 

Non abbiamo molte notizie di questo autore bovinese ma ci ha incuriosito la sua riservatezza ed il  modo di presentare questo  libro sulla sua pagina Facebook che qui di seguito trascriviamo:

Voglio essere sincero, volevo far propria una frase di Gesualdo Bufalino a proposito della pubblicazione del suo primo romanzo"ho sempre aspirato a essere pubblicato postumo" ma...

 

ecco riprendo da quel "ma"....Qualcuno ha insistito più del dovuto e un pò di vanità mi ha dato la spinta per "partorirlo".

così il 11/05/2020 è uscito LA CANDELA SPEZZATA.

pubblico alcuni brevi estratti per stuzzicare la vostra curiosità:

Le ruote della macchina a noleggio mordevano l'orlo della strada, brucando la cunetta e inghiottendo cartelli stradali e pali della linea elettrica che apparivano e sparivano come non esistessero davvero, sollevando una nuvola di polvere giallastra che inseguiva come un'ombra saponosa il veicolo senza mai agguantarlo.

L'alito rovente del favonio cacciava morsi infuocati tra pelle e vestiti, scompigliava le ginestre fino a spolparle dei fiori e la buccia della terra sembrava cotta al forno mentre l’auto correva come per il repentino puntiglio di un conducente in ritardo.

Come le gobbe di un mostro sonnolento le due campate del ponte permettevano di guadare il Cervaro lasciandosi l’arso Tavoliere alle spalle; il paese era in cima ad una serpentina di curve che si avvitavano fino a solleticare le natiche del cielo, che nella fretta di purgarsi lo aveva scolicato tra ulivi contorti e spinosi macchioni di prugnolo selvatico, un nido di pietra dal riverbero di conchiglia, in bilico sulla falesia con la stessa arroganza di un funambolo bendato che confida troppo nella sua arte.

La marmitta urlava il dolore del metallo imbrigliato vomitando fiati di olio bruciato, l'ansito del motore che si conquistava la salita, faceva da sottofondo all'anfanare dei polmoni dell'autista che accompagnava ogni curva con uno sfiato rugginoso dal sentore di lavandino ingorgato e ad ogni cambio di marcia si strimpellava la rastrelliera di rughe che aveva sulla fronte e dopo aver aspirato avidamente il filo azzurrino della Nazionale, lo sgomitolava dai polmoni svaporando trucioli di fumo lattiginoso che venivano risucchiati dal finestrino aperto.

Ad ogni edicola o lapide che incrociava, lì piantate come monito del periglioso tracciato di tornanti ingannevoli, l’autista si portava la mano aperta ad un’invisibile visiera, un marziale saluto come richiesta di protezione per il proseguo del viaggio.

Dopo aver con una sterzata d’istinto degna di Ascari, scorticato più di una delle sette vite ad un gatto che gli aveva attraversato la strada e rasata la coda di un mulo che se ne stava improvvidamente a masticare l’aria in una curva ed evitato il rosario di maledizioni e accidenti generosamente dedicatagli dal suo condottiero, una brusca frenata sull'anziano selciato mise fine al gemere delle giunture dell'auto che da un pezzo aveva perso l'impeto della gioventù, mentre un senso di nausea iniziava a vellicare la gola di Margherita.

Il giorno aveva oramai agguantato l'ombra e l'aveva nascosta come un tesoro prezioso tra le vertebre di pietra che si facevano avaramente spazio tra le case, mentre le pietre fluviali dell’acciottolato riverberavano il sole inclemente che ulcerava i lombi della collina, la furia ossessiva delle cicale rendeva il silenzio assordante, l'unico segno di vita era un'intera colonia di cornacchie, che nascoste tra le fronde dei lecci del corso, gracchiavano come indemoniate e cagavano sui marciapiedi un liquore grigiastro; animali concupiscenti si erano riprodotti con fanatico ardore e avevano ormai acquisito tutta la proprietà del corso, dispensandolo di un afrore di marcio come quello di un pollaio, obbligando la gente a tenersi a opportuna distanza.

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da pag 5

L'incoscienza dell’età li portava a carambolare nell'amore ogni giorno, con tutte le turgescenze all’erta e pronte per essere destate dalle reciproche carezze, i lombi a danzare mollemente mostrando una primizia odorosa di ginestra bagnata che portava Antonio a estremi di febbre neroniana esasperandone le reni, finché il suo desiderio troppo a lungo sollecitato esplodeva inondandola di acque felici in cui lei nuotava appagata.

Il suo corpo nascondeva cedevoli insenature in cui lui si insinuava affidandosi al sonno, lasciando in vista il suo sesso brunito e flaccido come un budello di maiale, ma vai oggi e vai domani, l'incoscienza bussò portandogli il conto, salato come le lacrime che gli ararono l'incarnato di zucchero caramellato quando capì di essere incinta, terrorizzata dalla reazione che lui, saputa la notizia, avrebbe avuto dato che molti uomini rifuggivano questi problemi con la stessa velocità con cui li creavano.

-Cazzo, fu la prima parola che pronunciò Antonio quando glielo disse, spalancando gli occhi come davanti ad un pericolo ma durò solo un istante, il tempo necessario perché realizzasse l’idea di diventare padre e la sua anima delicata di dispiegarsi, poi felicemente incosciente spalancò le sue labbra polpose mostrando il suo trenino di denti perlacei:

da pag 7/8

Il vescovo, normalmente rotondo e roseo come un suino in gonnella, attirò a sé la vestaglia e iniziò a camminare impaziente per la stanza, perché cerziorato della sciagura, aveva deciso di uscire dalla sua residenza per visionare gli eventi con i suoi occhi chiari, nonostante non si sentisse in piena forma dopo una notte in cui non era riuscito a trattenere il sonno tra le palpebre, perché le sue frattaglie marce non gli avevano dato requie, riempendogli lo stomaco di acido che gli risaliva in gola allappandogli la bocca con un sapore di bronzo ossidato e costringendolo a scolare l'intestino con repentine scariche che lasciavano lui esausto e la stanza ammorbata da odori volgari che neanche l'incenso che si disanellava in cerchi di fumo schiumante dalle viscere del turibolo riusciva a dissipare, dando la sensazione che qualcuno in quella stanza si stesse decomponendo.

Sentì un’angustia alla somma del petto e per la prima volta il peso del cuore, ed ebbe la sensazione che potesse rotolargli fuori dalla vestaglia, come una moneta, guardò quegli occhi cerati dall'insonnia nello specchio incancrenito dall'umidità e si vide con la pelle di semola, vizza come una mela vecchia, avvolto nel fiato greve dei suoi odori senili sentendosi più vicino a Cristo di quanto lo fosse mai stato; la testa quasi interamente emancipata dai capelli, che fragili e non più trattenuti si disperdevano sul cuscino e anche l'unico tocco di colore in mezzo alle gambe s'era andato man mano sbiadendo.

Sentiva che il suo corpo aveva smesso di resistere e che anche l'unica dote giovanile rimastagli, cioè la capacità di dormire fino a tardi, negli ultimi tempi fosse anch'essa svanita e quel pensiero ulcerante lo colmò di paturnie, avviandosi con lena affannosa in una stanzetta comunicante che era l’ara sacrificale in cui lui ogni mattina officiava la purificazione del corpo e svogliatamente si strofinò foglie di salvia e grani di sale sui denti per nettarli dal muschio notturno e renderli brillanti.

Niente è più pericoloso che innamorarsi dei propri guai pensò e come iniettato di un nuovo vigore, fregandosene della caustica corruzione della materia, il suo spirito ancora pulsante gli fece fare uno scatto ferino rimirandosi nello specchio e al suo riflesso lavò la faccia con uno sputo, poi prese l'orinale in cui la notte aveva alleviato i visceri e lo svuotò nello scarico seguito da un secchio d'acqua, il buco deglutì il malloppo ruttando, portando con sé anche i cattivi pensieri.

L’eminentissimo si accasciò sulla poltrona, che lo ingoiò con un setoso sbadiglio, pronto ad accogliere il segretario, secco e talmente striminzito che non riempiva nemmeno il vestito che indossava, smanceroso come un gatto, che lo informò che non si era riusciti a trovare l'arciprete di San Pietro, che il priore del Rosario ormai in là con l'età, era allettato e che il decano della Cattedrale era impossibilitato perché occupato in altro gravoso ufficio di cui non era dato sapere.

Lo sguardo che tradiva la sua bocca, lo scorticò come con una pietra:

-Dalle persone possiamo esigere solo ciò che possono dare, rispose il vescovo congedandolo.

Il segretario orgogliosamente compiaciuto dall'affermazione del suo Pastore fissava lo sguardo sull'enorme anello d'oro che gettava lampi sanguigni e si disse:

-Non è facile esprimere prontamente con giuste e soavi parole la propria contrarietà, non si diventa vescovi a caso e io sono proprio fortunato a servire questo grand’uomo.

L’eminenza mise al sicuro l'adipe ingrossato dai suoi sessant'anni, dopo una certa lotta con i bottoni, dentro il lungo abito talare, infilò le scarpe che miagolavano sul pavimento tirato a lucido, si calcò sul cranio lo zuccotto paonazzo e si apprestò ad uscire seguito dal Capitolo della Cattedrale quasi al completo, riottoso a mettersi in cammino col sole già caldo che si affilava le unghie sui tetti con raggi accecanti che costringevano ad abbassare lo sguardo, brucando tra quella ruggine che inzaccherava le vesti, ma costretto suo malgrado a scortare il vescovo che si apriva la via col pastorale fendendo l'aria come con una falce, tenendo lontano con quello sciabolio quanti provavano ad avvicinarlo.

Una donnina curvata in due dalla fatica e dall'artrosi che gli si era distillata nella lisca dorsale, sorpresa alla vista di quella che pensò essere una processione, si inginocchiò portandosi una mano al cuore e segnandosi con l'altro arto rattrappito, mostrando delle gengive color cocomero trafitte dalle radici dei due canini.

Il vescovo alla vista di cotanta venerazione per la sua persona, soddisfatto dall'aura del suo potere, decise di elargirle la sua taumaturgica benedizione affettando l'aria con un'impalpabile croce, per poi continuare il suo tragitto tra l'avara ombra delle case che l'avrebbe portato dinanzi al piccolo portale della chiesa, che si apriva nero come il buco in una gengiva su un'unica navata.

Respirava a fatica, con uno scricchiolio vetroso a ogni boccata d'aria, debilitato dalla brutta notte in cui il sonno non aveva avuto compassione per il corpo e dalla scarsa abitudine dei suoi muscoli alla fatica del camminare.

Arrivato dinanzi alla chiesa illuminata da una lista di sole che ne attenuava l'offesa subita, fessurò gli occhi arricciando la griglia della fronte, facendo spaziare la vista all'interno, dai banchi impallinati dai calcinacci e dalla polvere, alle capriate pericolosamente in bilico ghermite da un intero collegio di gazze che strillavano come indemoniate, dando al vescovo la certezza che lì si fosse abbattuta la mano di un Dio irato.

Si portò le mani al pesante crocifisso d'oro che gli pendolava al collo nascondendolo nell'incavo e non permettendo alla paura di fargli tremare la voce sentenziò: Genesi 19,

per tutti quelli che vogliono qui sotto il link per l'acquisto e mi raccomando voglio i commenti.

 

LA CANDELA SPEZZATA   AMAZON.IT LA CANDELA SPEZZATA:

 

 

Il romanzo racconta la lotta che la protagonista, Margherita, ingaggia contro l’avverso destino per tutta la sua vita, lunga più di un secolo.La sua esistenza, la candela appunto, continua ad ardere nonostante il cielo, il destino o qualunque altra cosa, si accanisca ferocemente a spegnerla.Il teatro in cui il romanzo si svela è il Novecento, con i suoi echi tragici che giungono lievi, a volte trattati con ironia, ma che lasciano sempre un’ombra di malinconia; la scena si apre e si consuma in un paesino dell’appennino Dauno, ma per molti versi simile a tanti paesini d’Italia, dove la magia e le ancestrali credenze fanno parte della vita quotidiana e forse lo sono ancora oggi.Sono numerosi i personaggi che vi partecipano, alcuni appena abbozzati che si affacciano timidamente tra le pagine per poi scomparire lasciando la scena a Margherita.Che cosa vuol dire il romanzo?Che per quanto impegno tu possa metterci nella vita, essa segue sue logiche, cambia strada senza avvisarci, portandoci alla fine dove vuole lei.Soprattutto è una storia d’amore quella tra Margherita e Antonio, portata all’estremo sacrificio, che non è la morte fisica ma la scelta di affidare alla morte il loro amore per continuare a vivere.

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BOVINO E LA METASEMANTICA di Michele Dota

Written by Saturday, 13 February 2021 19:58

In queste pagine pubblichiamo alcune composizioni  di Michele Dota che descrive a suo modo alcuni personaggi bovinesi e lo fa non in lingua italiana, né in dialetto bovinese ... lo fa quasi come in quella lingua "giargianèise" che definivamo in tempi lontani quando qualcuno parlava in un modo che non era facile da capire. Michele Dota scrive e recita queste composizioni nella lingua inventata da Fosco Maraini , la MetaSemantica, che molto piaceva a Gigi Proietti che in tanti teatri e televisioni ha spesso recitato, ha fatto  divertire pur senza far capir niente alle persone che ascoltavano attentamente con la speranza di poter, alla fine,  intuire almeno il senso di tante parole che  con le mani, gli atteggiamenti, le contorsioni labiali, il sorriso e le smorfie, Gigi trasmetteva al pubblico incantato il quale,  alla fine, pur non avendo appreso nulla di ciò che Gigi aveva recitato,  esplodeva con applausi infiniti.

La MetaSemantica di Michele Dota è un po’ diversa  perché è di casa nostra, più facile da capire in quanto descrive personaggi molto noti  che incontriamo nella vita quotidiana e che hanno svolto dei ruoli importanti  nella storia del nostro borgo….

Avvertiamo un pizzico d’ invidia per questi personaggi descritti da Michele Dota perché col loro fare hanno suscitato  ispirazioni poetiche  di questo tipo e chissà se l’ autore che ce ne  ha concesso la pubblicazione  ci farà dono  anche della traduzione:

 

(Per vedere il video di questa composizione basta cliccare  sulla pagina) 

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