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AMBIENTE (84)

 di Carmine Santoro:

La diffusione di nuovi virus sarebbe l'inevitabile risposta della natura all'assalto dell'uomo, come spiega la virologa Ilaria Capua, che dal 2016 dirige uno dei dipartimenti dell'Emerging Pathogens Institute dell'Università della Florida: "Tre coronavirus in meno di vent'anni rappresentano un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell'ecosistema: se l'ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi".

In occasione della Giornata internazionale delle foreste , Greenpeace Italia diffonde il rapporto "Le piantagioni non sono una soluzione per i cambiamenti climatici" per denunciare la tendenza di governi e multinazionali aspacciare per "riforestazione" la creazione di piantagioni a uso commerciale, in modo da poter continuare ad investire nell'industria estrattiva.

"Colossi delle energie fossili come 
ShellTotal e Bp sono responsabili di alcune delle più devastanti distruzioni ambientali della storia umana. E ora vorrebbero far passare la creazione di piantagioni a uso commerciale come riforestazione, facendoci credere che piantare qualche albero possa autorizzare a continuare ad estrarre petrolio, gas e carbone" afferma Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. Ripristinare le foreste e ricorrere alle cosiddette "soluzioni basate sulla natura" per affrontare le sfide socio-ambientali è essenziale per mantenere l'aumento medio della temperatura globale entro 1,5°C. Tuttavia, le multinazionali del petrolio e del gas, così come le compagnie aeree che sostengono di poter compensare le proprie emissioni di CO2 e diventare "carbon neutral" grazie ad alcune iniziative di piantumazione di alberi, stanno abusando pericolosamente del concetto di "soluzioni basate sulla natura".

Inoltre, alcuni 
negazionisti dei cambiamenti climatici, come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno recentemente aderito alla campagna per piantare "mille miliardi di alberi" lanciata a Davos durante il World Economic Forum. In realtà un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature ha rivelato che quasi la metà delle aree che i governi hanno promesso di destinare al rimboschimento diventeranno in realtà monocolture a uso commerciale, cioè destinate alla produzione di legno, gomma o simili.
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Tanti alberi non fanno una foresta. Oltre ad ospitare gran parte della biodiversità terrestre, le foreste hanno la capacità di assorbire e immagazzinare grandi quantità di carbonio. Sono la casa di numerose comunità tradizionali e Popoli Indigeni, nonché fonte di aria e acqua pulite. Le piantagioni, invece, diventano spesso luogo di sfruttamento per le popolazioni locali, sono inaccessibili alla fauna selvatica e inadatte a ospitare specie animali e vegetali in pericolo di estinzione. Nonostante la capacità di catturare attenzione mediatica, non riescono a fare altrettanto con la CO2" prosegue Borghi.

Il rapporto di Greenpeace 
contiene alcune raccomandazioni riguardanti il ruolo centrale della giustizia sociale nella gestione delle foreste, sottolineando l'importanza di coinvolgere comunità tradizionali e indigene. Enfatizza infatti l'importanza di evitare che i meccanismi di finanziamento per la mitigazione dei cambiamenti climatici includano la creazione di piantagioni, favorendo invece progetti di sviluppo comunitario sostenibile in grado di dare spazio all'agricoltura ecologica e alla produzione di energia pulita e rinnovabile.

"Il carbonio è per lo più 
immagazzinato nei fusti massicci e nelle radici profonde dialberi che hanno centinaia di anni. Piantare mille miliardi di alberi dicendo di voler compensare le emissioni di CO2 prodotte dall'estrazione dei combustibili fossili e continuare a distruggere foreste antiche non è la soluzione. Anzi, è parte del problema. È fondamentale piuttosto agire immediatamente per ripristinare e conservare le foreste, riconoscendo l'enorme potenziale degli

 

 ecosistemi naturali nella lotta contro i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità " conclude Borghi. Sarebbe meglio imparare qualcosa dal momento storico che stiamo vivendo.


 

Ing.Carmen Troncone e geologa lorella Troncone propongono una innovativa applicazione per i comuni colpiti da sisma o dichiarati sismici.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la nota inviataci dal Presidente dell' Associazione PATA di Bovino per questa lodevole iniziativa:

Primo incontro organizzato  dal sig. Paglialonga Giuseppe referente del “Team cacciatori Valleverde” per provvedere alla rimozione di rifiuti domestici in località Masseriole. Nell’occasione, insieme agli organizzatori della manifestazione, si sono ritrovati tanti altri cacciatori non solo di Bovino, ma provenienti da: Manfredonia, Vieste e Mattinata, da Foggia, da Lucera e da Candela, che hanno provveduto tutti insieme alla rimozione di rifiuti di ogni genere, scaricati abusivamente lungo la strada interna che da Bovino porta alle Masseriole.  

Domenica 23 u.s. questo gruppo di cacciatori-ecologisti, ha provveduto non senza fatica a raccogliere dal fossato, in forte pendenza sotto il piano stradale, una notevole quantità di rifiuti domestici….a dimostrazione non solo dello spirito di aggregazione sportiva (caccia-tiro) ma anche di cosciente attività per il rispetto della natura, quella stessa sensibilità che accomuna quanti frequentano con periodicità campi e boschi.

 

L’area parzialmente bonificata, è stata scelta perché panoramica e ricoperta da bosco e macchia, per cui si presenta ricca di vegetazione pregevole e degna di più cura ed attenzione, anche sotto il profilo paesaggistico-ambientale.   Purtroppo l’inciviltà dei residenti e la mancanza di controlli, favorisce questo abuso che ormai si protrae da anni……l’immondizia stessa ne è testimone ed è stato possibile “datarla” in base agli strati di rifiuti che si sono formati nel tempo e che sono stati “scoperchiati” durante la rimozione. Effettuata la raccolta, con sacchi e contenitori per lo smistamento in differenziata, in breve è stato riempito il cassone dell’autocarro …… che a questo punto è risultato anche piccolo.

 

Nella successiva fase del conferimento a discarica dei rifiuti, si è presentata necessaria la collaborazione degli operatori della Coop “La concordia” del servizio gestione rifiuti di Bovino.

I partecipanti, anche se in maggioranza forestieri, ben consapevoli dell’importanza di poter disporre di queste risorse naturali, si sono dichiarati disponibili a continuare con l’attività pratica-dimostrativa, come esempio educativo per tutti, nella speranza di scoraggiare e di condannare altre probabili discariche abusive e di sensibilizzare le Autorità ad effettuare maggiori controlli.

Praticamente, mantenere sempre viva l’attenzione verso il problema dell’abbandono incontrollato dei rifiuti domestici ed agricoli,  proprio perché questo tipo di azione sul territorio è ben diversa dalla sporadica “giornata ecologica” che si risolve nella passeggiata collettiva solo per ammirare il panorama, senza poi agire concretamente e con costanza.

E quindi, arrivederci al prossimo incontro-pulizia, con l’invito rivolto a tutti a partecipare!

                                                                                                       Carmine Santoro

 

Regione Puglia Bovino

La Regione Puglia boccia i parchi eolici nel Foggiano: "Giudizio negativo sulla compatibilità ambientale"

Sul tavolo, l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica proposto da Winderg Srl, da realizzare nel comune di Bovino, e relative opere di connessione da realizzare nei comuni di Deliceto e Castelluccio dei Sauri

La Giunta Regionale boccia progetto parco eolico Winderg a Bovino

La Regione Puglia boccia il progetto di un parco eolico nel Foggiano e relative opere di connessione. Questa mattina, durante i lavori di Giunta, è stato espresso, per quanto di competenza regionale, giudizio negativo di compatibilità ambientale.

Sul tavolo, l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nel comune di Bovino, e relative opere di connessione da realizzare nei comuni di Deliceto e Castelluccio dei Sauri. Il progetto è proposto dalla società Winderg S.r.l., in conformità al parere reso dal Comitato regionale per la VIA e alle posizioni prevalenti espresse dagli Enti territoriali e soggetti con competenza in materia ambientale coinvolti.

E’ da tempo che si sta tentando di inserire  all’interno del parco giochi un altro  “ chioschetto” per la vendita di gelati, caramelle e giocattoli per bimbi con la scusa di dare lavoro a qualcuno che gironzola intorno alle varie amministrazioni per fare business  e ci si inventano attività strampalate che mirano sempre più alla privatizzazione di uno dei beni più belli che il nostro borgo ha: la villa comunale!! (Delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 12.11.2012  e del relativo “Regolamento” fatto ad “hoc” per questo scopo!!)

....sarà questo il motivo per cui  si è deciso l’ abbattimento del pino d’ aleppo all’ interno del parco giochi di Bovino? ....è il primo passo che porterà al raggiungimento di questo obiettivo?..  Oppure è la  manìa di qualche veterano amministratore che sta distruggendo il secolare  patrimonio del verde cittadino ( vedi  i pini di via Nazionale , alle scuole, piazza Cesare Augusto,  i cipressi al cimitero con tutti i vialetti fino ad ieri così belli, l’ albero di via Castello etc.etc.) ?.  

 

 Oltre alle forze politiche di opposizione che hanno denunciato il fatto (vedi richiesta di accesso agli atti )e che si stanno adoperando per una raccolta di firme per evitare questo abbattimento, è sceso in campo anche il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e per il Paesaggio con una nota molto pesante e con degli interrogativi che dovrebbero far riflettere questi amministratori che hanno deciso le trasformazioni ambientali cittadine autorizzando l' emissione di  un’ ordinanza contro la quale non ci sono i tempi per arrestare gli interventi:

 

 

 

  

 

Carmine Santoro porge l' invito a tutti per uscire di casa, magari senza cellulare, per guardarci in faccia ed intorno per osservare la natura bellissima dei nostri luoghi:

 

   Camminando lungo Viale I Maggio stamattina noto da lontano le inconfondibili silhouettes di piantine, alla mia vista assai familiari… incuriosito entro dall’ingresso pedonale e mi dirigo verso di loro per verificare quanto avvistato da lontano e, con mia grande meraviglia, constato la presenza di varie colonie di orchidee!!

Le orchidee individuate nelle varie aiuole del tribunale sono appartenenti a due specie diverse:

             

la prima è la Ofride della passione (di Cristo) Ophrys passionis subsp. garganica E. Nelson ex H. Baumann & R. Lorenz 2005. dal lat. "della Passione", riferita al periodo pasquale, di solito quello “centrale” della fioritura. Essa è detta anche Oprys garganica poichè la descrisse nel 1962 E. Nelson sul Gargano come  O. sphecodes subsp. garganica). Per inciso, è stessa specie individuata e confermata da Matteo Caldarella nei pressi della rotonda dell’aereo di Via Telesforo e/o P.zza della Legalità, cambia il nome ma non la “sostanza”.

                                           

La seconda specie è la Ophrys incubacea Bianca 1842 o Ofride scura, a quanto parrebbe, una nuova specie da aggiungere all’erbario “virtuale” delle Orchidaceae presenti in urbe. 

A dirla tutta, sono molte le specie di orchidee che riescono a vivere in ambienti antropici o fortemente antropizzati come giardini pubblici, rotatorie “verdi”, bordi stradali, siti archeologici, lungo la ferrovia ecc. soprattutto di alcuni generi come Ophrys e Serapias (vedasi la Serapias vomeracea individuata dal Prof. Marco di Giovanni, fiorita nel giardino della scuola Einaudi - Grieco), questo si spiega accennando alla specifica biologia di queste piante dette Eliofile: parola composta dal nome greco Ἥλιος (Hélios), sole, e da φιλεῖν (filèin), amare e quindi “amante del sole”; piante, alberi o arbusti, che si avvantaggiano di un'esposizione diretta alla luce solare e necessitano perciò di un'illuminazione intensa, soffrendo, al contrario, l'ombreggiamento. Pertanto, paradossalmente accade che in questi ambienti vi è poca competizione da parte di erba alta (spesso falciata) o poco ombreggiamento per mancanza di alberi (e Foggia a quanto pare, ne ha sempre di meno!) a tutto vantaggio di queste specie tanto affascinanti quanto belle. Non mi meraviglierei di trovare altre specie che fioriscono nei mesi seguenti ed in altri loghi come l’aeroporto Gino Lisa o la Villa Comunale, la primavera è ancora lunga.

 

BOVINO non è da meno, anzi… le specie fin ora rinvenute all’interno della cinta urbana sono varie: si va dalle due specie già menzionate (le prime a fiorire), all’ Ophrys apifera detta orchidea delle api, alla Orchis purpurea o orchidea porpora alla Serapias vomeracea la quale ha una parte del fiore simile al vomere usato in agricoltura. Vi è anche la Cephalanthera damasonium, la quale, a differenza delle precedenti vuole un ombreggiamento maggiore sotto un albero di quercia o pino ed è proprio la presenza di essi in paese che ha consentito la nascita di queste piantine alla stregua di una margherita selvatica o una cicoriella di campo!

Questo è dovuto essenzialmente a due fattori: al vento che tira costantemente a Bovino e che quindi trasporta i minuscoli semi anche per centinaia di metri (soprattutto da M. Castro) e per la buona biodiversità di cui gode ancora il nostro paese. Infatti non è raro trovare varie specie di orchidee anche negli uliveti abbandonati o gestiti senza l’uso di erbicidi, la terra adibita ad Oliveto è bene ricordare che una volta un bosco, un arbusteto e quindi ha conservato in essa una varietà di semi (banca semi naturale) che, in condizioni favorevoli, germinano dando vita a straordinarie fioriture! In oliveti pietrosi ed abbandonai si è accertata anche la presenza della rara Ophrys apulica, un endemismo tutto pugliese!

La differenza fra una “cicoriella” ed un orchidea è però sostanziale, l’orchidea prima di fiorire cresce assai lentamente e deve necessariamente instaurare una simbiosi con un fungo per svilupparsi e per fiorire impiega 7/8 anni, la cicoria o la margherita no.. ecco perché le Orchidee sono specie rare e protette, la cicoria selvatica no, anzi è una specie considerata dagli agricoltori al pari di una infestante in alcune colture!

 

L’invito ai lettori è quello di uscire di casa, di essere curiosi (caso mai di percorrere la scorciatoia che dal Buco di San Marco arriva agevolmente a Valleverde usando le vecchie mulattiere che passano per i campi e gli uliveti, in primavera è davvero bello!) e di FOTOGRAFARE i fiori e le orchidee e MAI di raccoglierli, una foto dura tutta la vita; il fiore, a casa al massimo 1 settimana poi muore.. senza riprodursi.

Se poi, strada facendo, si raccoglie un po di plastica o altro materiale estraneo… si fa una cosa buona per l’ambiente e per le generazioni future de nostro paese!

 

 

Bibliografia:

Orchidee d’Italia II Ed. - G.I.R.O.S. - Il Castello Ed. 2016

Ophrys d’Italia - R. Romolini, R. Souche - Editions sococor 2012

Orchidee spontanee di Bovino - G. Santoro - CRSEC FG 33 Grafiche Grilli 2006

 

Dott. Giuseppe Santoro

www.orchideedibovino.it .  Fb: Daunia Trek & MTB

BOVINO: DIVERTENTI IMMAGINAZIONI

Written by Tuesday, 05 March 2019 08:34

Dalle riflessioni di un nostro corrispondente: 

Questa è la foto di  uno storico dell'arte   mentre scavalca ad Ascoli la recinzione installata dal Comune per la salvaguardia di un sito archeologico.

Anche i Bovinesi e turisti esterni  saranno costretti a scavalcare la recinzione di Montecastro ....per usufruire del panorama  a costo zero?  

Questa è la situazione qui da noi,

mentre a Panni è  in via di realizzazione l'impianto aereo ZipLine per un volo sospeso su cavo

....e sul Gargano è pronto il progetto per attirare turisti con un ponte tibetano lungo 400 metri sul vallone di Pulsano.

 

Se mettiamo insieme le  esperienze (progetti) di Panni e Pulsano,  noi a Bovino abbiamo già tutto pronto......un ponte per scavalcare una recinzione  realizzata  per distruggere un bel pezzo di storia e leggenda romana e, a volo, allargando le braccia, veleggiare giù dalla collina di Montecastro per atterrare sul Corso, o.....

  realizzare la famosa “funivia” ipotizzata  non molto tempo fa da “pensatori” nostrani con partenza dalla stazione ferroviaria attuale e collegare Montecastro,  per ammirare la rinata Valle dei moderni Briganti !! Tutto a basso costo,vi pare? Buon divertimento, dando sfogo all’immaginazione, unica risorsa individuale in una realtà che, per l’ indifferenza, sprofonda giorno dopo giorno…!

La buona notizia l' apprendiamo da FoggiaToday e la trascriviamo integralmente:

Impianti eolici in provincia di Foggia: parere negativo della Regione Puglia
Giudizio negativo di compatibilità ambientale degli impianti da realizzare nei comuni di San Paolo, Poggio Imperiale Apricena, Bovino Troia, Castelluccio dei Sauri, Ascoli Satriano e Casalvecchio di Puglia.

Impianti eolici in provincia di Foggia: parere negativo della Regione Puglia

Mercoledì 30 gennaio la Giunta regionale  - ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 e 11/2001 - ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale per l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nei comuni di San Paolo di Civitate e Poggio Imperiale, e relative opere di connessione alla RTN da realizzare sul territorio comunale di Apricena proposto dalla società I.V.P.C. S.r.l.

Stessa decisione per l’impianto nel comune di Bovino e relative opere di connessione alla RTN da realizzare sul territorio comunale di Troia, proposto dalla società Renvico Italy S.r.l.

 
 

Giudizio negativo di compatibilità ambientale anche per l’impianto nel comune di Castelluccio dei Sauri proposto dalla società Wind Energy Castelluccio S.r.l. e per quello nel comune di Ascoli Satriano proposto dalla società Wind Energy Ascoli S.r.l. Per le stesse motivazioni, anche per l’impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare nel comune di Casalvecchio di Puglia proposto dalla società Renvico Italy S.r.l.



Trivellazioni in provincia di Foggia: permessi e istanze

Written by Saturday, 19 January 2019 08:24

Questo sito  ha sempre   manifestato la propria contrarietà alle autorizzazioni concesse dai vari governi nazionali per esplorare i fondali marini delle nostre bellissime coste e fondali provinciali (vedi  alcune nostre “pagine” pubblicate: Raccolta di firme per  Ambiente-Scuola-Lavoro, Manifestazione NO TRIV a Manfredonia)  ed in genere su tutte le tematiche riguardanti la tutela ambientale (siti inquinati, eolico selvaggio, tutela dei fiumi, inceneritori,  acqua  pubblica……), lamentando la scarsa sensibilità ed impegno  dell’ Amministrazione Comunale dall’ imporsi  con azioni efficaci a contrastare questo assedio al territorio da parte di società ed imprenditori senza scrupoli . I risultati li vediamo volgendo lo sguardo  all’ orizzonte (circondati da tantissime pale che, secondo  previsioni sballate, avrebbero dovuto portare chissà quanti benefici alle casse comunali e che invece ci hanno resi ancora più poveri per rimborsi, accordi e vertenze assurde, dando ragione al detto popolare “….cornuti e mazziati !!” ).

Carmine Santoro, presidente dell’ Associazione PATA,  ci dà alcune notizie interessanti su quanto sta avvenendo  nella nostra Provincia:

Leonardo Antonio Soldo, presidente del circolo Arci di Foggia 'Maria Schinaia' lancia l'allarme trivelle anche in provincia di Foggia, sottolineando come sia in corso "una nuova insensata corsa all’oro nero, nonostante le rassicurazioni dei Governi che si sono succeduti dopo il referendum sulle trivelle del 2016: nuovi pozzi e piattaforme e nuove attività di prospezione mettono concretamente a rischio i nostri mari ma anche i nostri territori.  Anche se il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Davide Crippa, ha annunciato che sarà inserita una norma nel decreto legge ‘Semplificazioni’, che bloccherà i 40 permessi pendenti. A preoccupare sono gli effetti sonori degli Air gun e le eventuali trivellazioni, deleteri per le attività riproduttive. E le eventuali, successive, trivellazioni potrebbero esserlo ancor di più. Bisogna fermare le trivelle anche perché vengono usati dei siluri per perforare il fondo del mare. Questi raggiungono chilometri di profondità oltre il fondo del mare e causano terremoti sulle coste vicine. Solo in questo modo si possono spiegare le infinite scosse telluriche ad Amatrice e nel centro italia"

Soldo sottolinea come non sia solo il Mar Ionio ad essere sotto attacco delle compagnie petrolifere, ma anche l’Adriatico centro meridionale e il canale di Sicilia: "E’ ripartito, infatti, l’attacco con la pubblicazione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico sul Buig dei decreti di conferimento della concessione di coltivazione ‘Bagnacavallo’ e di proroga della concessione di coltivazione ‘San Potito’, entrambi in Emilia-Romagna, in provincia di Ravenna. La nuova concessione denominata ‘Bagnacavallo’ è stata rilasciata alla società Aleanna Italia (per la durata di 20 anni) e prevede realizzazione e messa in produzione di cinque pozzi (due esistenti e tre nuovi). La concessione di coltivazione ‘San Potito’, invece, scaduta da anni, è stata prorogata per 15 anni in favore della società Padana Energia Spa. Nello stesso sono stati concessi, inoltre, tre permessi di ricerca nel mar Jonio con l'utilizzo dell'airgun, alla società americana Global Med" spiega.

Aggiunge il presidente del circolo Arci: "Anche la Provincia di Foggia subisce questo attacco, infatti sono già presenti 14 permessi di coltivazione su una superficie di Km2 1.322 (Sedia d'Orlando, Candela, Masseria Acquasalsa, Tertiveri, Torrente Vulgano, Melanico, Monte Vrecciaro, Pecorato, Masseria Grottavecchia, Macchia di Pierno, Torrente Celone, Masseria Petrilli, Valle del Rovello, Lucera)".

Ci sarebbero anche sette istanze di permesso di ricerca in terraferma che interessano una superficie di 944 Km2. Fontana Villanella (Alberona, Biccari, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Volturara Appula, Volturino). Foropane (Orsara di Puglia e Troia). Il Convento (Campomarino, Chieuti, Guglionesi, Lesina, Portocannone, Rotello, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Termoli, Torremaggiore, Ururi). Posta Del Giudice (Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore). Sciascitiello (Deliceto, Rocchetta Sant'Antonio, Sant'Agata di Puglia). Serra dei Gatti (Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito, Faeto, Orsara di Puglia, Roseto Valfortore, Troia). Signorella (Torremaggiore, S.Severo).

“Di fronte al rischio di queste nuove trivellazioni ci aspettiamo risposte concrete, quali lo stop immediato a nuove estrazioni di idrocarburi in mare e a terra, a partire dalle 96 richieste di prospezione, ricerca e coltivazione in attesa di via libera; il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili; una legge che vieti l’uso dell’airgun per le prospezioni; un Piano energetico nazionale per il clima e l’energia che punti alla decarbonizzazione dell’economia e a un futuro rinnovabile, rispettando così gli impegni presi alla Cop21 di Parigi – spiegano dall’Arci Foggia -. Ci aspettiamo da questo Governo più coerenza e fatti concreti sulla lotta ai cambiamenti climatici e contro le trivellazioni di petrolio. Per arrestare i cambiamenti climatici, ma anche per ridurre e combattere l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità di vita dei cittadini è di fondamentale importanza uscire dalla dittatura delle fonti fossili, ancora oggi al centro del sistema energetico del nostro Paese”. Poi la soluzione: “Sarebbe necessario da subito varare una moratoria di almeno tre anni sulle nuove attività petrolifere – dicono dall’Arci -. Vietare l’uso dell’airgun e reintrodurre il piano delle aree come strumento di programmazione delle attività estrattive per rafforzare il ruolo delle Regioni e delle comunità interessate”.

Durante questo periodo la domanda ricorrente, che rivolgono all'Associazione Pata (antincendio) è: ma le stoppie si possono bruciare? E quando? In particolare all'inizio dell'estate, si vociferava che era assolutamente vietata la bruciatura delle stoppie. Di recente è stata emanata la seguente normativa che crediamo sia utile pubblicarla per la giusta informazione alla popolazione.  F.to Carmine Santoro  Presidente Associazione PATA-Bovino:

 

 

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