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BOVINO: Monte Castro...in croce !! (di Carmine Santoro)

Published in News Sunday, 08 July 2018 19:20

Dopo un periodo di assenza dal web per ragioni tecniche, questo sito riprende a pubblicare le notizie del paese che non si trovano facilmente sugli innumerevoli social che ormai affollano l'etere.

La prima notizia che ci è giunta stamattina la riportiamo con un pò di amarezza perchè rispecchia il grado di insensibilità per la conservazione del patrimonio locale. Per fortuna, comunque,  c'è ancora qualcuno che vuol reagire a quest' andazzo di degrado generale  e  spera che proprio lì in quel luogo non ci vediamo spuntare qualche "parco" di tutt' altra "natura".

E', infatti, Carmine Santoro,   sentinella del nostro territorio,  che  sottopone all' attenzione di tutti lo stato attuale di un luogo veramente "storico" che si sta irrimediabilmente rovinando per scelte amministrative molto discutibili, sotto quest' indifferenza che uccide popolo e paese:

Monte Castro…in croce!                 

La collina di Monte Castro, prende la sua denominazione dal latino “castrum” come riportato, in termini storici documentati a pag.40 e 41 del libro di C.G.Nicastro, a proposito di un accampamento allestito da un generale cartaginese, che pose l’assedio a Bovino nel 217 a.C.  Ma non solo, sul pianoro in cima al colle tanto tempo addietro fu eretto un monumento, con base in blocchi di pietra che sorreggono una colonna, su cui svetta una croce di ferro

Ciò per stabilire il valore storico-tradizionale ed una meritata dignità, che la collina di Monte Castro rappresenta per i Bovinesi, compreso la “croce” che fa parte a tutti gli effetti della nostra tradizione, a monito e protezione del sottostante abitato e del luogo stesso. Una croce visibile dai quattro punti cardinali, come un faro per i naviganti!

Solo di recente, durante una passeggiata alle Masseriole, ho notato che la croce in ferro, che campeggia sul pianoro del colle è inclinata “ammoccata” in avanti.  Credevo che a piegare la croce fosse stata qualche forte raffica di vento, considerata l’esposizione del monumento alle intemperie, ma a sentire quanti frequentano abitualmente il luogo, il danno è stato causato durante i lavori effettuati per l’acquedotto o roba del genere.  

Oggi, questo “nostro” piccolo monumento si presenta nascosto da erbacce, non più accessibile perché circondato da motivata recinzione con cancello chiuso, e con un tirante di sostegno mancante, che ha provocato parte del cedimento della struttura.

Con quale criterio è stato collocato, alla base della croce, un orribile e irriverente faro? Sui blocchi squadrati, che formano la base a sostegno di questa croce in ferro, si intravede una scritta in latino incisa nella pietra”..ego sum veritas..”. Già questo doveva bastare, per far desistere chiunque da apportare alterazioni ad un monumento di antica memoria!

Quì si tratta di un elementare senso di rispetto, per quel che rappresenta un croce che sia di legno, di ferro ed ovunque collocata, non necessariamente per devozione o per appartenenza religiosa, ma solo per educazione e tolleranza verso le altrui espressioni di fede e tradizione. L’attuale recinzione, impedisce di fatto la possibilità di accedere, per “visitare” il monumento. 

Ma dico: possibile che certi episodi vengono supinamente  accettati, per negligenza di altri?  Possibile che nessuno, durante i lavori, si sia chiesto il perché della presenza di questo antico e significativo monumento? Chi ha rilasciato l’autorizzazione a deturpare e danneggiare la croce? Chi doveva vigilare o controllare e/o far rispettare eventuali e probabili vincoli a tutela del luogo?

Per quanto mi riguarda, la presente vale come diffida avverso gli autori del danno, con il supporto di un avvocato paesano sensibile al problema… e dichiarata disponibilità, a versare una somma per la riparazione e ripristino del monumento.

                                                                                                                             Carmine Santoro

Last modified on Sunday, 08 July 2018 20:08

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